NEWS DAI LUPETTI

Annunciare il Natale a tutto il Paese!

Questo è il compito che è stato affidato al nostro Branco dall’Angelo Gabriele in persona.
I bravi osservatori, si saranno di certo accorti che da questa domenica Casarsa e San Giovanni sono più ricche.
Dei corrieri espressi d’eccezione hanno appeso per tutto il paese degli angioletti fatti “a mani” dai nostri lupetti.
Sempre più spesso, presi da mille altre cose, ci dimentichiamo della notizia di gioia che il Natale porta con sé; in questi giorni, invitiamo tutti ad uscire di casa e passeggiare alla ricerca dei nostri angioletti che vi racconteranno cos’è per noi il Natale.
Un sereno Natale a tutti!
Il branco “Popolo Nuovo”
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NEWS DAL NOVIZIATO

Siamo il noviziato 2015-2016, un gruppo di 9 ragazze e di 6 ragazzi accompagnati da Fulvio e Irene, nato dall’unione del Casarsa-San Giovanni e del Valvasone.
Per quest’anno abbiamo in progetto diverse attivitá, una di queste è stata la realizzazione del presepe nella Chiesa di San Giovanni : abbiamo voluto basare il nostro presepe sulla misericordia, per questo le braccia, in cui i visitatori possono entrare per sentirsi parte del presepe, che rappresentano l’abbraccio di Dio; a rappresentare Gesù, Giuseppe e Maria ci sono tre lampadine contenute in uno scrigno che trasmettono la loro luce alle persone all’interno dell’abbraccio. Vi è una netta contrapposizione fra le persone e il paesaggio all’interno dell’abbraccio e quelle all’esterno: all’interno dell’abbraccio vi è vitalitá, gioia; invece all’esterno si può notare una sorta di tristezza e solitudine.
Abbiamo anche voluto aggiungere un passo del vangelo per dare un maggior punto di riflessione agli osservatori. Altre attivitá sono ancora in cantiere come la sistemazione della sede, la realizzazione di un’uscita invernale, la collaborazione con il Clan di Valvasone per partecipare all’animazione del carnevale al CRO di Aviano e molto altro… insomma ci aspetta un anno ricco di nuove esperienze e di emozioni da vivere nel migliore dei modi.
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La sq. Aquile vince il San Giorgio 2015

Spilimbergo, domenica 10 maggio 2015

La Squadriglia Aquile del Reparto Fogolar si aggiudica la vittoria del San Giorgio 2015!

Davanti a un cerchio di circa 200 persone, formato da Esploratori, Guide e Capi Reparto di tutta la Zona Tagliamento, la Capo Camilla, e la Vice Capo Squadriglia Nicole, hanno ricevuto il guidone del San Giorgio, che di anno in anno viene consegnato e custodito alla Squadriglia vincitrice.

Era da più di 20 anni che il reparto Fogolar non vinceva il prestigioso guidone.

Le Aquile si sono distinte per le loro caratteristiche di umiltà e tenacia. Rimaste solo in tre a partecipare all’evento, non si sono date per vinte, si sono impegnate nella preparazione dalle prime settimane in cui hanno ricevuto le indicazioni dai Capi, regalando al fuoco serale del proprio sottocampo una scenetta realizzata con la tecnica espressiva del teatro delle marionette, raccontando una storia inventata che raccontava l’origine del proprio Clan scozzese.

Tema del San Giorgio è stato appunto la battaglia di indipendenza della Scozia dall’Inghilterra, riproponendo la storia di Braveheart. Per questo il valoroso condottiero William Wallace ha invitato i Clan scozzesi a riunirsi insieme sabato e domenica 9 e 10 maggio per l’addestramento prima della battaglia. L’addestramento consisteva nel superamento di un difficile e intricato percorso hebert, le cui tappe venivano costruite dai Clan stessi con tecniche di pionieristica. Anche in questa prova le Aquile hanno dimostrato la loro precisione e cura nel preparare i materiali e nel costruire sotto la pioggia le tappe affidategli, una scala a pioli in corda e un cerchio per il salto della tigre (capovolta), nonché doti sportive nell’addestramento, classificandosi quarte nel proprio sottocampo. Importante è stato il loro contributo nella battaglia, in cui hanno difeso ed attaccato valorosamente i nemici inglesi, recuperando poi il loro stendardo (il proprio guidone).

Decisivi per la vittoria sono stati lo stile e l’armonia di Squadriglia, oltre all’impegno e all’entusiasmo con cui hanno preparato, accettato e affrontato tutte le sfide proposte.

Complimenti anche alle altre Squadriglie dei nostri Reparti che hanno partecipato: Tigri, Tori, Pippi, perché dietro alla vittoria di una Squadriglia c’è il sostegno di tutto il Reparto, dei compagni di Alta Squadriglia che si consigliano e correggono a vicenda, delle Squadriglie che sono in sana competizione, con il fine comune di fare sempre del proprio meglio e di non sentirsi arrivati, bensì di essere sempre in cammino verso una meta più alta, più lontana e più difficile, perché anche se questa può sembrare irraggiungibile. Se lo vogliamo possiamo raggiungere tutti i nostri obbiettivi.

E per le Aquile… oh-oh-oh-oh-oh!

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Cronaca di vita comunitaria: il Noviziato

Noviziato 2015

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Wacky Race: tappa a Tokyo per imparare i mestieri

Sesta tappa della Wacky Race, la corsa più pazza del mondo che le Squadriglie del Reparto Fogolar stanno percorrendo da New York a Parigi.

Sabato 21 febbraio ci siamo fermati in Giappone, dove il grande Imperatore 天皇 Shifù per poter accoglierci nelle sue terre ci ha chiesto cosa sapessimo fare e quali cose, costruite con le nostre mani, avremmo potuto donargli. Per aiutarci ci ha lasciato una mappa con la bottega da raggiungere, una per ciascuna Squadriglia e ci ha mandati alla scoperta di antichi mestieri…

Abbiamo così potuto conoscere nonna Silvana, il meccanico Matteo, Silvia e i nonni della Banca del tempo, che ci hanno pazientemente insegnato ciò che hanno fatto e continuano a fare per passione e per lavoro.

I Tori hanno preso in mano chiave inglese e brugola e hanno smontato un motore di una vecchia 500, alla ricerca delle candele, del motorino di avviamento e della leva di accensione.

Le Aquile hanno preso forbici, ago e filo (dimenticando però il ditale) e hanno confezionato la tela per ricoprire un vecchio cuscino. Con un po’ di fantasia, una macchina da cucire e quattro matassine di filo l’hanno decorato con un grande fiocco.

Le Tigri si sono ritrovate con le mani intrecciate a rami di midollino (vimini industriale), bagnati in acqua calda per essere modellati a hanno creato diversi cesti colorati.

Siamo dunque tornati dall’Imperatore portandogli in dono alcuni cesti colorati, un cuscino e… un paio di guanti sporchi di grasso!

Manca i Rinoceronti all’appello: purtroppo hanno avuto qualche problema nella lettura della mappa ed sono arrivati tardi dall’artigiano. Niente paura però, riusciranno a portare all’imperatore il loro lavoretto la prossima settimana!

Aspettando l’intervista ai Capi Squadriglia per sapere le loro impressioni vi lasciamo in dono alcune foto…

Lasciamo la parola al giornalista del nostro Reparto, Luca, che ha intervistato i Capi Squadriglia per sapere i loro pareri sulla giornata di sabato!

Ciao ragazzi! Dovrei farvi alcune domande sull’attività di sabato! Intanto, chi avete conosciuto, chi vi ha ospitato?

Daniele, Sq. Tori: “Allora io e la mia squadriglia abbiamo avuto l’occasione di incontrare Matteo Crema, un meccanico molto simpatico!

Camilla, Sq. Aquile: “Noi ragazze siamo andate dalla signora Silvana, una bravissima sarta nonché tua nonna!”

Elisa, Sq. Tigri: “Noi invece siamo rimaste in sede dove abbiamo incontrato la signora Silvia e alcuni altri signori, tutti appartenenti alla Banca del Tempo, un’associazione che offre il proprio tempo per aiutare le persone!”

Grazie ragazzi! Avete creato qualcosa? Avete provato qualche lavoro?

Daniele: “Noi non abbiamo creato niente però abbiamo avuto la possibilità di sporcarci le mani, i guanti in realtà, smontando alcuni pezzi di un vecchio motore di una 500, alla ricerca dei pezzi più importanti.”

Camilla: “La signora Silvana ci ha insegnato a creare una fodera per un cuscino che abbiamo poi portato in sede per abbellire il nostro angolo di squadriglia!”

Elisa: “Noi, aiutate dai signori della Banca del Tempo, abbiamo realizzato dei bellissimi cestini in midollino, coi colori che più ci piacevano!”

È stato difficile il lavoro?

Daniele: “No non molto!”

Camilla: “Per noi abbastanza anche perché non è molto facile utilizzare la macchina da cucire! Inoltre il tempo era poco e dovevamo fare in fretta!”

Elisa: “Non è stato molto difficile perché molte di noi avevano già sperimentato l’attività! L’unica cosa è che ci vuole molta pazienza e precisione.”

L’ultima cosa che mi piacerebbe sapere sarebbe un vostro giudizio personale sull’attività.

Daniele: “A me è piaciuta molto e il meccanico è stato gentile e disponibile facendomi imparare cose nuove!”

Camilla: “L’attività mi è piaciuta e imparare cose nuove va sempre bene!”

Elisa: “Mi è piaciuto molto anche perché è sempre bello imparare qualcosa di nuovo e di diverso, conoscendo anche persone molto gentili.”

Grazie ragazzi siete stati gentilissimi! Ora però bisogna lasciare anche un po’ di spazio al nostro amato Daniele detto il Puma, della Squadriglia Rinoceronti!

Daniele, Sq. Rinoceronti: “Be’ la nostra esperienza è stata un po’particolare! Inizialmente ho perso le chiavi del motorino facendo perdere alla mia squadriglia mezz’ora di ricerche. Poi, ritrovate le chiavi, siamo andati in Via Versutta ma non riuscivamo a trovare la casa. Per pura casualità abbiamo incontrato Cristian Bertolin, un nostro ex squadrigliere e abbiamo perso tempo a parlare con lui. Alle 16:55 è uscita una signora da una casa chiedendoci se eravamo noi i 5 che dovevamo incontrarla. Ormai però il tempo era finito ma per fortuna siamo rimasti d’accordo di incontrarci sabato prossimo!”

Grazie Daniele! La nostra intervista finisce qui! Alla prossima!

articolo e intervista di:

Luca Troìa, in cammino verso la specialità di giornalista

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In ricordo di Bruno Foggiato

brunoGrande partecipazione della Comunità in ricordo di Bruno Foggiato!

“Nel vostro passaggio in questo mondo, che ve ne accorgiate o no, chiunque voi siate e dovunque andiate, state lasciando dietro di voi una traccia.
Altri la noteranno e potranno seguirla. Può essere una traccia che li conduce al bene, ovvero può portarli fuori strada. Ciò dipende da voi.
Può darsi che la vostra traccia sia marcata sugli alberi, per renderla visibile a chi vi segue, o invece può darsi che lasciate inavvertitamente delle orme peraltro riconoscibili sulla sabbia.
In un caso come nell’altro, è bene ricordarsi che si lascia sempre qualche tipo di traccia; e quindi, volgendo i propri passi nella giusta direzione, potete indirizzare bene anche coloro che vi seguono.
La vostra traccia è segnata da azioni, dalle frasi che dite e dalle parole che scrivete. Le azioni sono pietre miliari stabilite in modo permanente; le frasi sono soltanto orme che il tempo può alterare o cancellare; le parole scritte sono tacche coscientemente lasciate sugli alberi.”
B.P.

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Riunione

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Coraggio Scout

–  Ele eri anche tu in Toscana con gli scout?

–  Alla Route Nazionale a San Rossore, intendi? No, non sono stata presente all’evento di Coraggio che ha visto partecipi trentamila giovani e che per qualche giorno ha fatto parlare le testate dei giornali.

Ho seguito la Route in differita, dall’altopiano di Lauco (provincia di Udine), dove per dir la verità il telefono non prendeva, e i minuti per scorrere le notizie sul telefono erano davvero pochi, ritagliati alla sera tardi, mentre tutti dormivano, scendendo qualche curva più a valle dal posto in cui avevamo costruito il nostro campo scout.

–  E non ti dispiace, scusa? A te piacciono questi grandi eventi…

–  In verità sì, mi è dispiaciuto non prendervi parte e mi è dispiaciuto anche che il Clan del mio gruppo (Rover e Scolte dai 17 ai 20 anni) non vi abbia preso parte. Credo sia stato un evento che ha lasciato un segno in chi l’ha vissuto. I giorni di strada percorsa con Clan gemellati di altre regioni, l’arrivo di ragazzi da tutta Italia a san Rossore, i giorni di condivisione e stesura della Carta del Coraggio, le voci che si alzavano cantando Il coraggio nei piedi, e la santa Messa conclusiva celebrata dal cardinal Bagnasco, con il saluto di Papa Francesco e del Premier Matteo Renzi… credo siano stati tutti episodi incredibili. Sono davvero molto contenta dell’ottima riuscita di questo evento. Con un pizzico di orgoglio posso dire di aver avuto la fortuna di conoscere alcuni dei registi e autori della Route, e di aver da sempre avuto fiducia nel loro successo.

Credo tuttavia ci sia un tempo per essere in prima linea e uno per stare tra i propri, “a casa”. Io quest’anno ho sentito forte il secondo bisogno, quello di esserci per il mio Gruppo, e di fare del mio meglio nel ruolo che mi è stato affidato di capo Reparto. Così, insieme ai compagni di Staff Elisa, Alberto, Fulvio, Filippo e Luciano, abbiamo deciso di parlare di Coraggio -Coraggio di scegliere, di osare, di essere davanti- agli Esploratori e Guide (12-16 anni) dei nostri Reparti, incontrando giorno dopo giorno esempi di persone che hanno avuto a cuore il prossimo, confrontandoci su alcuni valori: dalla coerenza alla giustizia, dalla fiducia in un futuro migliore all’andare oltre i propri limiti, controcorrente, a volte rivelando verità scomode.

E ho visto il Coraggio – Cor  habeo, avere a cuore – crescere a poco a poco nei ragazzi.

Ho visto il coraggio del novizio che non si ricordava come iniziare una legatura, e girava e rigirava il cordino tra le mani.

Ho visto il coraggio di un esploratore nel salire sulle travi della palafitta, a quasi due metri da terra, e farsi passare le assi del tavolato, perché da sotto i lavori andavano a rilento.

Ho visto il coraggio nella determinazione di un Capo Squadriglia che prima della pioggia doveva riuscire a montare la tenda sopra la palafitta.

Ho visto il coraggio in una Vice Capo, trovatasi in poche settimane a guidare tre giovani ragazze, e ho visto il coraggio nelle sue tre squadrigliere nell’imparare in fretta e diventare competenti.

Ho visto il coraggio in una timida ragazza alla sua prima esperienza, che quasi non voleva partire, nel cercare il modo di vincere la propria paura insieme.

Ho visto il coraggio nella responsabilità di una Capo Squadriglia di sette ragazze, troppo diverse e particolari per essere sempre in armonia e sintonia.

Ho visto il coraggio nei passi di un esploratore impacciato a muovere i piedi in fila dritta sul sentiero.

Ho visto il coraggio nei primi della fila ad aspettare e prendere lo zaino agli ultimi e il coraggio a voler arrivare in cima alla sella anche se il cielo stava annuvolandosi.

Ho visto il coraggio dei ragazzi più grandi di preparare lo zaino in piena notte, e alle prime luci dell’alba essere sgattaiolare fuori dalla tenda per una nuova avventura.

Ho visto il coraggio di diventare un gruppo e di fidarsi l’uno dell’altro.

Ho visto il coraggio nella commozione dell’ultimo fuoco, quando le bistecche non volevano saperne di cucinarsi, e qualcuno alla chitarra improvvisava canti e bans per allietare l’attesa.

Ho visto il coraggio di 48 ragazzi di vivere 11 giorni lontani da casa, dalla famiglia, da alcuni amici, dalla tecnologia e dalla comodità.

–  Ma quindi scusa, sei realmente dispiaciuta?

–  Credo che sia positivo prendere spunto dai ragazzi che hanno scritto la Carta a San  Rossore, per canalizzare la loro energia e per rilanciarla nell’impegno quotidiano di ciascuno di noi. “Tante strade, ma un’unica direzione verso cui camminare” recita lo slogan della Route nazionale: credo che ciascuno di noi sia chiamato ad avere coraggio, in base al proprio percorso. Quindi in fondo non sono dispiaciuta per me, né per il nostro Clan perché dai loro brevi racconti ho capito che nella loro Route in Calabria hanno scoperto altre Strade, le quali porteranno tutte a compiere passi di futuri uomini e donne di valore.

E il coraggio che sento di dover avere io è quello di perseverare lungo la mia strada. Questo è ciò in cui credo. Spero di tendere a un orizzonte verso il quale camminare con fermezza, senza esitare mai sulla possibilità di fare o non fare qualcosa, non abbattendomi perché le cose da fare sono molte, non facendomi soggiogare dalla paura, ma rimboccandomi le maniche e dandomi da fare anche su cose semplici ma non banali. Desidero nel mio piccolo cercare di cambiare il mondo, per lasciarlo un po’ migliore, con la bontà e la bellezza che il Signore ci ha donato.

Al contempo sento di dover seminare frutti nel terreno straordinario che offrono i ragazzi di oggi, uomini e donne di domani. Perché crescano fiduciosi delle proprie capacità, perché non gli venga rubata la speranza e perché abbiano al di là dello scoutismo, il Coraggio di realizzarsi.

Elena Biason – capo Reparto “Fogolar”

[reblog da elenabiason.it]

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Uscita Branco “Mowgly”

 

Uscita Finale

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“Il Popolo” del 18 Maggio 2014

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